mario scappaticcio, @maticciofive

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(Foto: VANDERLEI ALMEIDA/AFP/Getty Images)
(Foto: VANDERLEI ALMEIDA/AFP/Getty Images)

Anche l’Antartide si sta sciogliendo? Sembrerebbe di sì. Quest’anno, infatti, i ghiacci marini del Polo Sud hanno fatto registrare il record negativo di estensione. A riferirlo sono i nuovi dati satellitari della Us National Snow and Ice Data Center (Nsidc), secondo cui il 13 febbraio la distesa di ghiaccio che ricopre parte dell’oceano che bagna il continente avrebbe raggiunto appena i 2,28 milioni di km quadrati. “Abbiamo sempre ritenuto che l’Antartide fosse l’elefante addormentato che poteva iniziare a risvegliarsi”, spiega a Reuters il direttore dell’Nsidc, Mark Serreze. “Bene, forse sta iniziando adesso”.

Bisogna precisare, comunque, che l’Antartide tende a raggiungere la sua estensione minima annuale alla fine di febbraio, ovvero nella piena estate australe. Tuttavia, il record negativo precedente risale al 27 febbraio 1997, quando la superficie ghiacciata si aggirava intorno a 2,29 milioni di km quadrati. E anche se la differenza tra i due record è minima, bisogna comunque tenerlo presente: la comunità scientifica, tra cui i ricercatori della British Antarctic Survey, sta monitorando i dati (ancora preliminari) e cercando di capire il motivo per cui quest’anno il Polo Sud abbia raggiunto questo primato.

In questo momento è difficile identificare cosa stia causando il record minimo e se sia cambiato qualcosa di significativo”, spiega James Pope, climatologo della British Antarctic Survey. “Il ghiaccio marino è molto variabile di anno in anno e quindi il recente record massimo registrato un paio di anni fa e il record minimo di quest’anno potrebbero essere entrambe il risultato di cambiamenti a breve termine, piuttosto che tendenze a lungo termine”.

A differenza del ghiaccio artico, che mostra ormai da decenni un costante e graduale calo della sua superficie, causato principalmente dall’aumento globale delle temperature, l’estensione media del ghiaccio marino dell’Antartide ha avuto una tendenza a espandersi nonostante appunto il riscaldamento globale, causato dall’accumulo di gas serra nell’atmosfera. “A meno di qualche anomalia nel rilevamento, ci troviamo effettivamente in presenza di un record negativo in Antartide”, conclude Serreze, precisando comunque che i nuovi dati fanno parte di un rapporto preliminare e dovranno ancora essere confermati.

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