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Enel
In molti provano a copiarla, o a diversificarne il modello, ma di Silicon Valley ce n’è una sola e la scommessa californiana per gli attori mondiali dell’innovazione resta suggestiva, una vera sfida di frontiera. Un discorso valido anche per Enel, la multinazionale dell’energia, che ha deciso di esportare il suo discorso di open innovation proprio sulla costa ovest statunitense, presso la University of California a Berkeley.

Un nuovo hub dell’innovazione è nato infatti nel campus del celebre ateneo grazie alla partnership della multinazionale italiana con il Center for Information Technology Research in the Interest of Society (Citris) e il Banatao Institute. Una collaborazione foriera di interessanti prospettive e che parte con un primato: Enel infatti è la prima azienda a stabilire una partnership con il Citris, entrando con un Innovation Hub nuovo nel Citris Foundry, l’ acceleratore interno del campus lanciato nel 2013 e focalizzato sullo sviluppo di compagnie nel segmento delle tecnologie avanzate.

Anche a Berkeley, l’obiettivo di Enel è quello di spingere con adeguati strumenti le aziende d’avanguardia, in particolare nel segmento dell’energia, con un focus sulle soluzioni per la gestione e lo stoccaggio ai fini della stabilizzazione della rete ad esempio, guardando in particolare al mercato statunitense. Ma non è il solo tema: tra le sfide del business dell’energy rientrano anche l’accesso all’energia, laddove manca, e la possibilità di rendere sempre per via digitale più smart il monitoraggio dei consumi, nei contesti domestici o urbani.

In California, Enel vuole mettere a disposizione know how e risorse utili per le realtà emergenti, pensando alla potenziale integrazione, in futuro, delle opzioni a cui si è dato supporto nel proprio tessuto aziendale. Alle startup va il sostegno di Enel, ma anche una rete di fondi di venture capital per il lato finance e la prospettiva di un mercato potenziale di oltre 30 Paesi, quelli in cui la multinazionale è presente. Come sottolineato da Ernesto Ciorra, Responsabile innovazione e sostenibilità di Enel,
“l’inaugurazione di questo Innovation Hub in un luogo ad elevata concentrazione di imprese dirompenti e innovative è un’altra importante tappa per Enel. Il gruppo collabora già con le start-up più innovative, per essere in contatto con tecnologie e idee all’avanguardia e, allo stesso tempo, per supportare queste aziende con le proprie tecnologie e competenze”

Il dialogo con realtà diverse non è una novità per l’azienda, che nel 2016 ha scommesso con un suo hub anche nella Silicon Wadi israeliana: nel caso californiano, si va a intercettare quanto di meglio produce la ricerca accademica locale, in particolare nell’ambito delle tecnologie legate all’energy. Non mancano poi gli stimoli di un contesto dove alcune innovazioni sono già prassi nel quotidiano (sul fronte della mobilità elettrica ad esempio).

Gli stimoli sono quelli giusti e come spiega Francesco Venturini, Responsabile della Divisione Globale Energie Rinnovabili di Enel, il nuovo hub californiano contribuirà “a far crescere la nostra leadership nella diffusione delle energie rinnovabili, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo”.

La tappa californiana è quindi ulteriore tassello che conferma la più generale visione dell’open innovation del gruppo: accelerare le startup significa individuare per tempo tecnologie che comunque torneranno utili, a prescindere dall’opportunità o meno di acquisire direttamente le nuove aziende. Per le aziende invece, crescere significa poter andare sul mercato e interfacciarsi con altre realtà che stanno lavorando a soluzioni complementari in un altro hub di Enel, magari all’altro lato del globo.

The post Enel, un hub all’università di Berkeley per spingere l’innovazione appeared first on Wired.



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