Tim Cook chiede alla Casa Bianca di non uscire dagli accordi sul clima di Parigi

Tim Cook chiede alla Casa Bianca di non uscire dagli accordi sul clima di Parigi

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Donald Trump

Donald Trump avrebbe deciso di dire addio all’accordo di Parigi sul clima. Un duro colpo contro gli sforzi della comunità internazionale per fermare i cambiamenti climatici. Tim Cook invita Trump a non uscire.

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Dal tweet con refuso di Trump, i migliori meme di Covfefe

Dal tweet con refuso di Trump, i migliori meme di Covfefe

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I migliori Covfefe della nostra vita. Il refuso del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è il generatore di meme più potente dell’ultimo mese (ma forse anche di più). Quando qui in Italia ancora la maggior parte delle persone doveva mettere il piede giù dal letto, da Washington, e più precisamente dall’account del presidente, parte un tweet:

covfefe

Despite the constant negative press covfefe

Covche? Cosa avrà voluto dire? Coverage, cioè “copertura” (“Nonostante la costante copertura negativa della stampa”), molto probabilmente. Non importa: il tweet resta online ore, e gli utenti della rete danno il meglio di loro stessi.

L’hashtag #Covfefe diventa trending topic nel giro di poco, tutti si interrogano su reconditi significati. Il dominio covfefe.com viene subito comprato (ben fatto!), e arriva subito la voce dedicata sullo Urban Dictionary.
C’è chi inventa che in russo la parola significherebbe “mi dimetto”.

Gli utenti su Twitter mettono in campo House of Cards, coreografie papapili (se “covfefe” fosse in una canzone, quale sarebbe?), gif con Obama che se la ride di gusto, Pokémon Go e, chicca delle chicche, uno scoop: ecco cosa ha detto Bill Murray sul finale di “Lost in Translation”.

imagine covfefe

Alla fine, dopo un bel po’ di ore dalla cancellazione del tweet, Trump coglie la palla al balzo: “Chi capisce il vero significato di Covfefe? Divertitevi!”.
Ci eravamo già divertiti moltissimo.

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Una ricerca mostra come evolveranno i servizi Ultra HD nei prossimi anni

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Un rapporto stilato da Video Industry di Eutelsat fa il punto sullo stato dei servizi Ultra HD. La maggior parte degli operatori (pay TV su satellite, fibra, cavo, canali free to air, TV private, servizi in streaming eccetera) ha già lanciato o prevede di avviare il supporto all'altissima risoluzione entro i prossimi 5 anni. I dati si riferiscono al 2016 e riportano le seguenti percentuali:

  • il 35% è già attivo con l'Ultra HD
  • il 9% prevede di partire nel corso del 2017
  • il 22% prevede di attivarsi entro 2-5 anni
  • il 9% prevede di migliorare l'HD
  • il 25% non ha alcun piano

Il sondaggio è stato condotto tra gli addetti ai lavori del settore audiovisivo provenienti da 38 Paesi. Le intenzioni dei principali operatori sono considerate importanti per via dell'evoluzione del mercato TV. IHS Research stima che il numero di schermi Ultra HD venduti nel mondo supererà i 122 milioni di pezzi entro il 2020. Vi sarà quindi sempre più richiesta di contenuti con pari risoluzione.

Il satellite viene attualmente percepito come la piattaforma di distribuzione preferita per l’Ultra HD. Le motivazioni consistono in una più agevole gestione dei requisiti di densità di banda richiesti dalla tecnologia UHD e nell'ubiquità e stabilità del segnale, indipendentemente dal numero di telespettatori. Il 42% degli intervistati ritiene quindi che il satellite sia la tecnologia privilegiata per l’Ultra HD, mentre il 17% ha indicato l’IPTV/fibra.


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Lexmark sconfitta, è possibile vendere cartucce rigenerate

Lexmark sconfitta, è possibile vendere cartucce rigenerate

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È destinata a far discutere ma anche a fare giurisprudenza la sentenza delle scorse ore della Corte Suprema degli Stati Uniti nella causa tra Lexmark e Impression. Quest’ultima è una piccolissima azienda che acquista cartucce originali esauste, le ripara, le rigenera o le ricondiziona e le rivende. Una pratica che Lexmark – appoggiata da molti altri produttori – aveva cercato di ostacolare, considerandola illegale. Il problema principale infatti era legato al rispetto dei brevetti

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