mario scappaticcio, @maticciofive

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(Foto: Microsoft)
(Foto: Microsoft)

Nel corso della presentazione di Windows 10 S, il responsabile Microsoft per lo sviluppo del software Terry Myerson sembrava essere stato molto chiaro sul concetto alla base della nuova versione del sistema operativo: per mantenere le operazioni spedite e sicure sarebbe stato possibile installare solo app provenienti dal Microsoft Store. Spulciando la guida introduttiva all’ultima creazione del colosso di Redmond però emergono altri due aspetti destinati a dare qualche grattacapo a chi ha intenzione di sceglie il sistema operativo del gruppo di Redmond.

(Foto: Microsoft)
(Foto: Microsoft)

Il primo: il browser predefinito è Microsoft Edge, e non si può modificare. Il negozio digitale della casa di Windows non pullula esattamente di alternative — Chrome e Firefox, per dirne due, non esistono; eppure, se le cose dovessero cambiare, o se chiunque volesse dare un’onesta opportunità a un browser alternativo, sarebbe costretto a utilizzarlo come software di supporto. Le pagine web e i collegamenti dalle altre app si aprirebbero comunque in automatico su Edge, senza possibilità di cambiare le cose.

Anche la scelta del motore di ricerca predefinito è bloccata, ovviamente sul Bing di casa Microsoft. Questo non significa che DuckDuckGo, Google o chi per loro non siano raggiungibili, ma che le ricerche effettuate nella barra degli indirizzi — quelle effettuate d’impulso e più frequenti — reindirizzeranno obbligatoriamente ai risultati di Bing.com.

Sembra abbastanza chiaro che Microsoft non ha intenzione di lasciare usare Windows 10 S come veicolo per fiondarsi a tutta birra sui software e i servizi della concorrenza (specialmente se si tratta di Google), ma limitazioni di questo tipo sono piuttosto forti da digerire. Sapremo a breve che tipo di impatto avranno sulla diffusione del sistema operativo.

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