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Pino è…

Pino è…

L’articolo scritto pochi giorni dopo l’assenza materiale di Pino, decisamente attuale…. ci ha donato le sue melodiche poesie e mi piace ricordarlo così …. ‘Pino è’.

Sarà l’età e l’aver vissuto gli anni della spensierata giovinezza tra gli odori di una città che solo la sua musica con la sua voce e le sue denunce emozionali sapeva donare. Come quel silenzioso calore che solo il sole riesce a trasmettere, così cercavo una integrazione con Napoli tra il ’91 e il ’98 tra ciò che sarebbe diventato il mio lavoro, la pallavolo, e l’università, mio più grande cruccio.

Ho avuto la fortuna di assistere al suo ritorno sul palco dopo quattro anni: il grande ed unico concerto del S.Paolo di Napoli nel 1998 dopo quello della consacrazione che ancora in tanti dicono di ascoltare quando, chiudendo gli occhi, gli echi da quella P.zza Plebiscito arrivano come fosse oggi. 80.000 spettatori che intonavano nella sua Napoli ciò che davvero la rendeva unica: la sua anima, i suoi sentimenti, le sue melodie.

Ebbene, il mondo che circonda i napoletani e la loro ‘napoletanità’, per chi non vive tali peculiari caratteristiche giornalmente, solo i sensi riescono a trasmetterlo, e solo Pino Daniele in quello che l’intreccio culturale e musicale riesce a fondere in esso. Un intreccio fatto di associazioni tra parole e musica, musica e parole. Quelle parole a cui Lui, delle volte, preferiva il silenzio perché far parlare la musica ne è stato ed è il suo più grande dono.

Provate ad incamminarvi tra la metro di Montesanto e Piazzetta del Divino Amore, giù via Portamedina fino a P.zza Pignasecca continuando attraverso via del Forno Vecchio fino all’incrocio di Via Toledo prendendo via Maddaloni e all’incrocio di Sant.Anna dei Lombardi proseguire su via Capitelli. Da qui fino a P.zza S. Domenico Maggiore poi piazzetta Nilo e via S.Biagio Dei Librai che sbuca proprio lì ad un passo da via Duomo: eccovi servita ‘Spaccanapoli’ o Decumano Inferiore che dir si voglia.

Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia

Ebbene, nello stesso istante in cui scrivo, ho ricordato i miei 20 minuti di cammino tra ciò che l’intreccio tra storia e culture, idee e suoni riesce ancora, e seppur ad anni di distanza, a rievocare. Ne percepisco il calore, quel senso di libertà, denuncia, amore, passione e malinconia per la sua ‘Terra Mia’. E riesco a farlo semplicemente perché da sottofondo c’è la sua musica. Dona colore e percezione chiara capace di animarne la vita. Io posso solo dire: Grazie Pino.

La giovinezza di chi mi stava e mi sta tuttora accanto, che mi fa da sottofondo e senza abbandonarmi mai un attimo, è stata coccolata e accarezzata proprio da te. Hai reso i sentimenti tangibili e condivisibili con chi oggi vivo la mia stessa esistenza e che non smetterò mai di ringraziare.

Che il tuo esempio riporti, seppur nella complessità del rapporto tra gli stessi uomini e il loro territorio, quel senso di appartenenza grande tesoro di ognuno di noi e dell’umanità: un grande abbraccio carico di affetto e sentimento.

Che la tua semplicità e la tua purezza d’animo riescano a renderci la speranza, la forza, il desiderio di cambiare il mondo e di farlo ‘…ogni volta che vuoi…’.

 

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Strategia di Gara: visioni e previsioni

Strategia di Gara: visioni e previsioni

Tra probabilità e statistica.

Non ricordo con precisione da quando ho dismesso i panni dell’atleta per vestire quelli da responsabile di area tecnica. Credo che oggi utilizzare il sostantivo ‘allenatore’ sia troppo generico, riduttivo e semplicistico, anche se non vi nascondo che a me piace.

Quel sapore di combattente capace di tutto pur di soddisfare l’esigenza di un popolo, di una società che pronti a metterlo da parte alla prima difficoltà riescono a donargli l’importanza relativa che merita. E non importa se il lui o la lei sono soli da sempre, vogliono stare soli. E da questo concetto vorrei sviluppare un desiderio nuovo di intendere ‘area tecnica’.

Ricordo molto bene quando il solo allenatore si poneva al centro di tutto: apertura palestra, controllo pressione palloni, montaggio rete, sistemazione attrezzatura. E non è un ricordo sbiadito, chi combatte nella trincea del ‘Sto arrivando!’ conosce molto bene quanto, tecnicamente e non solo, le associazioni sportive delle categorie e delle serie si fondando e sopravvivono grazie a loro. Si sostituiscono anche allo stesso martoriato pavimento laddove ce ne sia bisogno. E la loro vera professionalità svanisce, non si ha più il tempo di migliorarsi, non si studia come ottemperare alla passione di vedere un atleta crescere attraverso la creazione e l’utilizzo di esercitazioni migliori.

Un ‘semplice’ lancio per una battuta, uno spostamento laterale senza che i piedi si avvicinino troppo ad eseguire un primo tocco di ricezione utilizzando un bagher laterale. Lavorare su quel movimento di piedi, su quel lancio in maniera naturale senza pensare ad altro che ad essi. Scomporre il movimento, chiudere gli occhi per immaginarne le scie, ascoltarne le traiettorie.

Ebbene parlare di traiettorie: le mie elucubrazioni. Da giocatore pensavo seriamente di essere un artista. Mi viene da ridere. Pensavo di disegnare traiettorie, e più le mie capacità mi mostravano difficoltà risolte più mi spingevo oltre. Disegnavo, disegnavo con ‘allenatori’ che mi permettevano di temperare palloni. Chiudevo gli occhi e immaginavo, li riaprivo e provavo. Sognavo di migliorare, sognavo di non smettere mai di farlo. Ora rifletto.

Sappiamo bene quanto le difficoltà forgiano restituendoci la dimensione esatta del sacrificio che sfocia in passione e che, ne sono certo, ognuno pagherebbe moneta per provare che lancio e spostamento dopo la noiosa ripetitività si trasformano in ‘farfalle’ sopravvivendo molto più dei canonici sette giorni. Ho conosciuto da giocatore atleti che ad una tecnica non proprio sopraffina applicavano il coraggio e miglioravano, vincevano le loro paure tecniche adattando tutto ciò che avevano e che potevano al peggio. Si accettavano piangenti sconfitte sognando, aggrappandosi a quel coraggio di avere paura sicuri che un giorno ci avrebbe migliorato. E non parlo di giocatori o atleti ma di uomini.

Vorrei parlarvi quindi della mia seconda ossessione oltre al naturale delle traiettorie. Conoscersi per conoscere. Lo studio della propria squadra è il primo passo per studiare altri. Lo studio di se stessi, strategicamente e in un gioco di squadra, credo sia decisivo per imparare a conoscere gli altri.

Ebbene, cosa e come analizziamo? Cosa utilizziamo?

Ho stilato un modello, non cosi difforme da tanti altri ma un mio modello, che utilizzo nel campionato di serie B con la squadra e la società per cui lavoro.

Attraverso questo modello, costantemente migliorabile, con dei dati probabilmente superflui che spero siano sempre poco fuorvianti, ecco la coscienza e la conoscenza dei numeri. Il dettaglio e l’interpretazione del gioco attraverso semantica e simmetrie con cervello, occhi, mani e quindi valutazioni dello Scoutman nella propria officina mentale fatta di codici, numeri, statistica.

Non capita molto spesso che uno scoutman o un responsabile di un area tecnica apre le porte rivelando cosa si ‘nasconde’ dietro i numeri che leggeremo (e apprezzeremo) e cosa si nasconde invece dietro quelli che non leggeremo mai. In molti sottovalutano il loro lavoro, personalmente credo che le considerazioni sulle loro capacità sono semplicemente valutabili, laddove ce ne sia bisogno, nel lavoro che leggerete. Perché se è vero che i dati vanno interpretati, in maniera giusta o sbagliata che sia, bisogna pur averli. E averli senza un metodo, senza una peculiare cura delle norme che lo regolano, significa anche non avere un principio metodologico di riferimento.

La risorsa umana in questo fa la differenza e la passione ci spinge inevitabilmente verso una pallavolo fatta di abnegazione, lavoro, dettaglio, studio, collaborazione, confronto, innovazione, discussione.

Ecco: La Pallavolo.

Il tecnicismo contenuto in questo articolo o nei file contenuti in questa pagina porterà ad un confronto, magari.

A disposizione. Grazie! Buona Lettura.

Il file è totalmente leggibile attraverso questa pagina. Potete richiederlo qui , nella sezione contatti, presentandovi e  mettendo un flag a ‘FOCUS su MATCH ANALYSIS.pdf”.

Sotto, al termine della lettura, troverete il pulsante per passare allo step 2!!

Pallavolo - Focus sul Match Analisys_frt

Relazione e analisi dati

Relazione e analisi dati

Benvenuti nella sezione del Blog dove scrivo di pallavolo ponendo anche quesiti e interrogativi, per me e per tutti coloro che mi leggeranno. Cerco di comunicare la mia esperienza attraverso le sue sfumature: tecniche, tattiche, strategiche, ludiche, gestionali, sportive.

In questo mio primo articolo voglio porre l’attenzione su quanto una serie di dati nel pre partita possano poi avvicinarsi a quelli del post partita o viceversa. Un valido sostegno per decifrare e preparare la settimana-gara nel miglior modo possibile.

Sia ben chiaro, una serie di dati assoggettabili a delle variabili umane, temporali e di luogo, che nella loro specifica complessità previsionale restituiscono una analisi trasferibile attraverso indici funzione a sostegno del nostro lavoro.

Numeri che vanno interpretati e posti nelle giuste relazioni con le variabili di cui sopra.

Conoscenza e coscienza dei numeri.

Buona lettura!!

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