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Nibiru, eclissi, numerologia e altre teorie strampalate sull’Apocalisse del 23 settembre

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(Immagine: mtnbikrrrr/Flickr)

Manca poco più di un mese alla fine del nostro Pianeta: l’Apocalisse è imminente, secondo David Meade e seguaci. Sì, perché la convergenza del 33 è un segno inequivocabile. L’eclissi di Sole appena avvenuta è passata sulla terraferma anzitutto per l’Oregon, lo Stato numero 33 degli Usa in ordine cronologico, ed è terminata nel Sud Carolina, all’altezza di Charleston, che corrisponde al parallelo numero 33. E non c’era una simile eclissi totale di Sole sul territorio continentale degli Stati Uniti dal 1918, 99 anni fa, 3 volte 33. La civiltà umana dunque dovrà solo contare uno dopo l’altro i giorni che la separano dalla fine, pronosticata per il 23 settembre 2017 per rispettare fino all’ultimo la magia dei numeri.

A sentire Meade, gli indizi non finiscono qui: nel dodicesimo capitolo dell’Apocalisse biblica è scritto che “nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di Sole, con la Luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Ebbene nel mese di settembre, si dice proprio il 23, si realizzerà l’allineamento planetario e stellare che va sotto il nome di Grande segno della Vergine: la Luna passera proprio sotto la costellazione della Vergine, mentre la parte alta della sagoma sarà circondata dai Pianeti Mercurio, Venere e Marte, nonché dalle 9 stelle più luminose della costellazione del Leone, restituendo il totale di 12 astri. E se lo dice la Bibbia, allora c’è poco da star sereni.

Come se non bastasse, nel capitolo 13 del Libro di Isaia (Vecchio Testamento) una profezia recita: “ecco, il giorno dell’Eterno giunge: giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, che farà della Terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori. Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce, il Sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la Luna non farà più risplendere il suo chiarore”. Così il riscaldamento globale sta trasformando la Terra in un deserto, l’eclissi negli Stati Uniti oscurerà il Sole già dalle prime luci del mattino, e la Luna non sarà chiara ma nera, come viene chiamata se in uno stesso mese si ha per due volte una Luna nuova. E provate a indovinare: ogni quanti mesi si verifica una Luna nera? Esatto, 33.

Per aggiungere ulteriori elementi, i due condotti di ventilazione della piramide di Cheope il 23 settembre punteranno rispettivamente verso la stella Regolo – letteralmente piccolo re – e verso Giove, il pianeta del Messia. E ritornerebbe anche la storia delle 10 piaghe d’Egitto, rappresentata dai 10 Stati attraversati dall’eclissi totale (peccato che siano 14, ma non ci soffermiamo sui dettagli).

Poco prima che la Terra finisca la sua storia, il 21 settembre, avverrà invece il Rapture, il rapimento degli eletti che precederà il giudizio universale. In corrispondenza, manco a farlo apposta, del capodanno religioso ebraico del Rosh Hashanah.

Per completare il quadro della profezia non può mancare Nibiru, il leggendario Pianeta X (che secondo alcune correnti di pensiero sarebbe una nana rossa) nascosto ai margini del Sistema Solare che, in rotta verso la Terra, si paleserebbe per la prima volta proprio al momento dello schianto finale con il nostro Pianeta. L’impatto genererebbe terremoti e tsunami, altererebbe la rotazione terrestre e farebbe estinguere ogni forma di vita.

Vi è piaciuta questa storia? La trovate in vendita online a 2 euro e spiccioli, in formato Kindle, all’interno del libro Planet X – The 2017 arrival, scritto ovviamente da David Meade. Oppure, a puntate mascherate da articoli, sul sito Planet X News. Dal punto di vista narrativo è una favola davvero affascinante, ma secondo la scienza non ha alcun fondamento.

Se è vero che da sempre le eclissi hanno suscitato il timore di catastrofi imminenti, non c’è alcun motivo particolare per essere preoccupati. La storia dell’Armageddon del 23 settembre è diventata così virale da aver costretto anche la Nasa a intervenire per ripristinare l’ordine, spiegando come – al di là del valore scientifico nullo della numerologia – l’esistenza stessa del Pianeta Nibiru sia un’ipotesi poco probabile e tutta da verificare (abbiamo approfondito l’argomento qui). O, quantomeno, non è possibile che ci sia un corpo celeste in rotta di collisione con la Terra, enorme e così vicino, sfuggito finora a tutti i sistemi di osservazione spaziale. Se mancasse qualche settimana all’impatto, lo vedremmo già anche a occhio nudo.

Ma nulla può scalfire i veri credenti, che pur di non violare il loro confirmation bias sono pronti a pensare che la Nasa stia mentendo solo per evitare di scatenare il panico su tutto il Pianeta.

Senza essere mai stata citata in precedenza, nelle ultime settimane per opera dello stesso Meade si è fatta spazio la teoria di un conflitto nucleare come piaga anticipatrice del Giorno del Giudizio. Si tratta, ovviamente, di una presunta terza guerra mondiale originata dallo scontro nucleare tra Stati Uniti e Corea del Nord, scatenato a sua volta dall’attacco missilistico di Pyongyang alla base statunitense sull’isola di Guam e atteso per metà agosto (gli concediamo un po’ di ritardo).

Meade, lo ricordiamo, non è un celebre astronomo né un esperto di politica internazionale, ma dopo una formazione poco chiara tra l’economia e l’astronomia – e una laurea in statistica – lavora nel settore delle indagini forensi e pubblica libri su Amazon. I suoi argomenti preferiti, oltre all’Apocalisse, sono i complotti contro il presidente Trump, le tempeste elettromagnetiche globali e i collegamenti tra scienza e Bibbia. Come scienziato non gode di buona reputazione, ma i suoi libri vendono sempre alla grande.

Anche fingendoci nel Medioevo e credendo a Meade, resta comunque incerto il ruolo che avrebbe in tutta la storia l’eclissi di oggi, che al di là di essere un nefasto segno premonitore (interpretando Isaia) non avrebbe alcun legame specifico né con Nibiru né con l’Apocalisse.

Che crediate o no alla profezia (speriamo di no), l’unica cosa da fare è continuare a godersi le bellezze del cielo: sarebbe un peccato perdersi la visione preparando rifugi sotterranei o andando a caccia di un Pianeta che qui intorno proprio non c’è.

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Batman, 10 ragioni per (ri)leggere Il ritorno del Cavaliere oscuro

Batman, 10 ragioni per (ri)leggere Il ritorno del Cavaliere oscuro

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Tra il 1966 e il 1968 Batman divenne incredibilmente popolare grazie all’indimenticabile serie tv con Adam West, a metà strada tra humor grossolano e adorabili trovate kitsch. Tale successo si rivelò un arma a doppio taglio: il detective di Gotham City, figura oscura e tormentata, divenne quasi universalmente identificato con un simpatico e innocuo scavezzacollo in maschera.

In realtà, non si può dare tutta la colpa ad Adam West: già da diversi anni le avventure a fumetti di Batman avevano preso una piega improbabile e le vendite ne avevano risentito a tal punto che la Dc Comics stava pensando di uccidere il personaggio e chiuderne la serie. Il povero Bruce Wayne riuscì così a trascinarsi zoppicante per tutti gli anni ’70, un decennio durante il quale diversi scrittori (primo fra tutti Dennis O’Neil) cercarono invano di allontanarsi dall’immagine della serie tv. E poi venne Frank Miller, un giovane e ambizioso artista che aveva una visione ben precisa di Batman, più vicina al vigilante spietato delle origini che non al supereroe kids-friendly ammorbidito dai decenni di autocensura e adesione al codice della Comics Code Authority.

The Dark Knight Returns (Il ritorno del Cavaliere oscuro in italiano, edito da Lion, 20,95 euro) di Miller non è solo una eccezionale storia di azione e rinascita, ma è anche e prima di tutto un meta-fumetto: il suo Batman è invecchiato e impotente, così come lo era stato il personaggio negli anni precedenti. Il mondo in cui vive è uno specchio distorto degli Usa dell’epoca. E Superman diviene un simbolo dell’adesione insensata alla maschera ottimistica del puro eroe americano, complice inconsapevole di una politica corrotta e lassista.

Libro nuovo DK

Il Cavaliere oscuro di Miller è una vera pietra miliare nella storia di Batman, talmente importante da averne definito l’immaginario per gli anni a venire, tra film, fumetti e cartoni animati. Se non l’avete ancora fatto, vi resta ancora qualche settimana estiva per recuperare e divorare la raccolta in volume unico edita in Italia da Rw Lion. E se vi servisse un’esortazione ulteriore, vi diamo 10 buone ragioni per (ri)leggerlo nella gallery in alto.

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Cosa c’è da sapere sull’eclissi totale di Sole del 21 agosto

Cosa c’è da sapere sull’eclissi totale di Sole del 21 agosto

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(Foto: David Loh/EyeEm/Getty Images)

Lunedì 21 agosto chi sarà negli Stati Uniti potrà assistere dal vivo allo spettacolo di un’eclissi totale di Sole. Per chi non ha organizzato un viaggio ad hoc nel nord America, abbiamo raccolto qui le informazioni più rilevanti per arrivare preparati all’appuntamento. E per potersi godere comunque lo spettacolo.

1. Che cosa accade nello Spazio?
Un’eclissi totale di Sole si verifica quando, dal punto di vista di un osservatore sulla Terra, la Luna oscura completamente il disco solare. Questo fenomeno, che in media si verifica una volta ogni anno e mezzo, richiede un perfetto allineamento, tra Terra, Luna e Sole, con la Luna nel mezzo. Inoltre, per una questione di prospettiva, in questo caso il Sole e la Luna ci appariranno esattamente della stessa dimensione: il nostro satellite naturale è 400 volte più piccolo del Sole, ma è anche 400 volte più vicino. Quando la Luna oscura solo parzialmente il disco solare, invece, si parla di eclissi parziale. Le eclissi solo parziali sono un fenomeno molto più frequente che, complessivamente, sulla Terra si verifica da un minimo di due a un massimo di cinque volte l’anno.

2. Vivere un’eclissi: dove e cosa guardare
Durante un’eclissi di Sole, la nostra stella non è l’unica cosa da osservare. L’improvvisa mancanza dell’illuminazione solare causa un repentino calo della temperatura, tanto che in estate si può avere un’improvvisa escursione termica anche di 10°C, e provoca di solito l’avvio di una lieve brezza. Nella fase che segue e precede l’oscuramento totale, le ombre proiettate sul suolo cambiano aspetto e i contorni diventano più definiti, mostrando dettagli (per esempio nell’ombra dei capelli) che normalmente non possiamo osservare. All’orizzonte, poi, si può osservare il cono d’ombra della Luna che avanza sul terreno, simile all’effetto di una nube in movimento, ma molto più scuro. Approfittando dell’oscurità data dall’eclissi totale, poi, è possibile vedere anche durante il giorno il cielo stellato, e i più abili potranno tentare di scorgere Venere e sopratutto Mercurio, di solito quasi invisibile perché troppo vicino al Sole. Gli animali, sorpresi dall’oscurità improvvisa, a volte si agitano e altre volte si comportano come se fosse arrivata la notte: gli uccelli smettono di cantare, e negli allevamenti il bestiame si adagia per il riposo notturno, creando un’atmosfera surreale.

3. L’interesse scientifico: il Sole e non solo
Un’eclissi totale di Sole è una rara occasione per studiare la corona solare e la cromosfera, ossia il sottile strato dell’atmosfera solare che ha uno spessore di appena 2mila chilometri. Si tratta, per gli scienziati, di un’occasione da non perdere: anche solo uno 0,01% di superficie solare non coperta dalla Luna, infatti, renderebbe impossibili osservazioni accurate. Contemporaneamente, gli scienziati utilizzeranno l’ombra proiettata sulla Terra per rivelare nuovi dettagli della superficie lunare, e con un esperimento di citizen science tenteranno di portare a termine il più preciso monitoraggio della temperatura al suolo mai realizzato durante un’eclissi.

L’eclissi solare totale genera a Terra un fenomeno non del tutto compreso noto come bande d’ombra (shadow bands), in cui al suolo si alternano striature di luce e di buio. L’effetto, che precede di qualche istante la totalità dell’eclissi e dura al massimo qualche decina di secondi, è visibile solo nei luoghi in cui il terreno è perfettamente liscio e di colore chiaro e uniforme, come ad esempio per le distese di neve o le aree coperte di sabbia. La comparsa delle bande è a oggi imprevedibile, e la spiegazione parziale del fenomeno fornita dagli scienziati è che le bande compaiano a causa dell’atmosfera turbolenta della Terra, che può distorcere la luce proveniente da una sorgente piccola e lontana come l’ultimo pezzetto di Sole non ancora oscurato dalla Luna.

4. I tempi dell’eclissi
Complessivamente, da costa a costa, negli Stati Uniti l’eclissi totale durerà poco più di un’ora e mezza. In una singola località però l’oscuramento completo durerà al massimo 2 minuti e 40 secondi, con il cono d’ombra della Luna che si sposterà da Ovest verso Est a una velocità di circa 43 chilometri al minuto. L’inizio del fenomeno negli Stati Uniti sarà all’ora di colazione, quando in Italia gli orologi segneranno le 18:04, ma la fase totale dell’eclissi comincerà alle 19:17 e il culmine dell’eclissi sarà tra le 20:30 e le 21:00 del 21 agosto. L’apice del fenomeno, per la precisione, sarà alle 20:47 ora italiana.

5. I luoghi migliori per l’osservazione
L’eclissi totale di Sole interesserà il nord America e in particolare toccherà 14 Stati: Oregon, Idaho, Wyoming, Nebraska, Kansas, Missouri, Illinois, Kentucky, Tennessee, Georgia, Nord Carolina, Sud Carolina, Montana e Capo Verde. Il titolo di best eclipse site, il miglior punto di osservazione in assoluto, è stato vinto dalla cittadina di Casper, nel Wyoming. La larghezza della fascia, corrispondente alle aree interessate da eclissi totale, ha una larghezza di circa 110 chilometri.

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La durata dell’eclissi è maggiore più ci si avvicina al percorso indicato nella mappa, che corrisponde alla traccia seguita dal cono d’ombra. Nel resto degli Stati Uniti si osserverà un’eclissi parziale, così come in molte altre aree del globo. Per quanto riguarda l’Europa, solo in Irlanda e nella parte settentrionale del Regno Unito si avrà un minimo oscuramento del disco solare (appena del 4%), mentre in Italia l’evento non sarà affatto visibile direttamente.

6. Come ci si prepara a osservare un’eclissi dal vivo
Per chi dovesse assistere all’eclissi direttamente negli Stati Uniti, il consiglio principale è di procurarsi un apposito vetrino oscurante o un paio di occhiali protettivi (che non sono i normali occhiali estivi) per poter volgere lo sguardo verso il Sole senza danneggiare gli occhi. Anche eventuali strumenti di osservazione come i telescopi devono essere equipaggiati con apposite lenti, per proteggere sia lo strumento stesso sia gli occhi di chi lo utilizza. Inoltre, sarebbe bene portare con sé qualche indumento extra, perché non di rado si sente in bisogno di coprirsi durante la fase culmine del fenomeno. L’altro suggerimento che rimbalza più o meno ovunque è di non lasciarsi distrarre da strumenti di registrazione, smartphone o altri gadget, ma di godersi semplicemente lo spettacolo.

7. Come vedere l’eclissi dall’Italia (online)
Come già detto, sfortunatamente l’eclissi non sarà visibile nemmeno parzialmente dell’Italia. La Nasa fornisce però una diretta streaming all’interno di un sito dedicato all’evento, garantendo una copertura completa del fenomeno. In alternativa, lo spettacolo potrà essere seguito in diretta anche sul sito Slooh.com, oppure tramite l’apposita app creata dall’Exploratorium di San Francisco. Senza dover pensare alla logistica e agli strumenti di osservazione, le uniche preoccupazioni dovrebbero essere una buona connessione Internet e sperare in soddisfacenti condizioni meteorologiche. I fronti nuvolosi sono la principale minaccia alla buona visione dell’evento, e infatti negli Stati Uniti molti siti forniscono aggiornamenti continui sulle aree potenzialmente interessate da maltempo, per suggerire a turisti e scienziati le migliori località di osservazione.

8. L’eclissi più seguita della storia
12 milioni di cittadini statunitensi vivono all’interno della fascia interessata dall’eclissi totale, e altri 25 milioni possono raggiungere agevolmente l’area in auto. Al di là dei tantissimi spettatori che assisteranno all’eclissi via Internet, si stima che la densità di popolazione raddoppierà nel giorno dell’eclissi in tutta l’area interessata dal fenomeno, dando origine a uno dei giorni più trafficati della storia degli Stati Uniti. Oltre al web, negli Stati Uniti sono moltissimi i canali televisivi che offrono la copertura dell’evento, che ormai da settimane occupa le pagine di scienza di tutti i principali giornali.

9. Il business dell’eclissi
Gli hotel dell’area dell’eclissi sono al completo da mesi, tanto che è impossibile – per chi si è mosso in ritardo – pensare di pernottare in prossimità dell’area nella notte precedente l’evento (negli Stati Uniti l’eclissi è al mattino, dalle 9:00 in poi). Il grande successo di pubblico ha diverse spiegazioni: anzitutto è molto raro che un fenomeno astronomico del genere attraversi un territorio così ampio e densamente popolato, ma la grande attenzione mediatica è merito soprattutto della Nasa, che ormai da mesi continua a fornire informazioni e aggiornamenti sull’evento. Tantissimi anche i viaggi organizzati e i watch parties, che rispetto alle iniziative individuali possono garantire buone condizioni di osservazione e l’accesso a tutti i servizi, dal cibo agli alberghi. Superfluo sottolineare come i prezzi siano saliti alle stelle.

10. Le eclissi che verranno
La prossima eclissi di Sole parzialmente visibile dall’Europa sarà il 21 giugno 2020. Tuttavia sarà un’eclissi anulare e non totale, e inoltre il fenomeno sarà osservabile soprattutto in Egitto, Etiopia, India e Cina, mentre in Italia l’oscuramento del Sole sarà a malapena percepibile e lambirà solo le regioni meridionali. Il 10 giugno 2021, il 25 ottobre 2022 e il 29 marzo 2025 ci saranno altre eclissi visibili dall’Europa, ma sempre poco osservabili dall’Italia. Dovremmo insomma attendere fino al 12 agosto 2026, quando un’eclissi totale investirà l’Islanda e il nord della Spagna, e anche in tutta Italia ci sarà un oscuramento del Sole nelle ore precedenti il tramonto fino al 95%.

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Nokia 8 è ufficiale, il top di gamma del ritorno

Nokia 8 è ufficiale, il top di gamma del ritorno

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Il Nokia 8 è stato presentato ufficialmente. Dopo settimane di speculazioni, HMD Global ha scoperto le carte segnando il ritorno del marchio Nokia nel difficile segmento dei top di gamma. Si tratta di un primo passo importante, la dimostrazione di come il progetto di rilancio del brand non coinvolga solo la fascia bassa e la fascia media.

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