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Android Oreo, ecco gli smartphone che riceveranno l'update

Android Oreo, ecco gli smartphone che riceveranno l'update

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La versione definitiva di Android Oreo è stata finalmente ufficializzata. Google ha tenuto un evento a New York nella giornata di ieri (ore 20:40 italiane), nella quale ha presentato la nuova incarnazione del robottino verde. Ovviamente, Pixel e Nexus saranno i primi dispositivi a ricevere l’aggiornamento. Cerchiamo di capire la situazione in relazione ai modelli dei vari produttori.

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Che cos’è Instant Pickup di Amazon, per gli acquisti da ritirare dopo due minuti

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(foto: Amazon)
(foto: Amazon)

Un servizio ancora sperimentale che si appoggia su cinque magazzini ubicati vicino a diversi campus universitari americani. Instant Pickup è un test ma Amazon guarda già oltre e vuole scombussolare ancora di più le carte dei negozi fisici, questa volta riducendo a zero i costi di spedizione e annullando di fatto i tempi tra l’acquisto di un prodotto e la sua consegna.

Per il momento il servizio è disponibile solo agli abbonati Prime che possono ordinare online e ritirare presso uno dei magazzini due minuti dopo l’acquisto. A beneficiarne per ora chi vive, studia o lavora nelle vicinanze dei campus situati a Los Angeles, dove Instant Pickup ha debuttato, Atlanta, Berkeley, College Park e Columbus.

Due test in uno perché, oltre al ritiro rapido dei prodotti, i beni acquistabili sono un centinaio, soprattutto alimentari e bibite. Una scelta persino coraggiosa perché l’ecommerce del food sta conquistando sempre più affezionati, come anticipato da uno studio Nielsen pubblicato nella primavera del 2015.

Amazon, infatti, ha annunciato l’acquisto della catena Whole Foods Market, un affare da 13,7 miliardi di dollari che Bezos intende finanziare con l’emissione di bond per 16 miliardi.

Per ritirare i prodotti è sufficiente recarsi nel punto di ritiro scelto e mostrare il codice a barre rilasciato dall’app Amazon al momento dell’acquisto.

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No, gli alberi non prendono fuoco da soli (come sarebbe successo in Kuwait per il caldo record)

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Circola online da alcuni giorni il video di una palma incendiata inizialmente nella parte alta, poi completamente bruciata nel giro di alcuni secondi. Secondo le didascalie che accompagnano il filmato, si tratterebbe di una combustione spontanea della vegetazione dovuta a un’ondata di caldo record in Kuwait, nel corso della quale la temperatura dell’aria sarebbe salita fino a 62° Celsius.

Tuttavia, nonostante il filmato sia autentico, tutti i dettagli della storia sono frutto di invenzione.

Anzitutto la temperatura indicata da molti siti e pagine Facebook non ha alcun riscontro scientifico, ma anzi è certo che i termometri nell’area delle riprese segnassero valori ben inferiori. Nonostante sia impossibile risalire a una esatta misurazione della temperatura nel luogo e nel momento in cui la combustione è avvenuta, sappiamo che la massima temperatura raggiunta sulla Terra è di soli 56,7°C, registrata a Furnace Creek in California il 10 luglio del 1913. Limitandosi al solo Kuwait, poi, il record di temperatura appartiene attualmente alla stazione meteorologica di Mitribah, che a luglio dell’anno scorso misurò un picco di temperatura di 54°C. Nel corso del mese di luglio e nei primi giorni di agosto 2017, come segnalato da Snopes, le temperature massime registrate in Kuwait sono state appena superiori ai 50°C, almeno una decina di gradi inferiori rispetto ai millantati 62°C.

Un’altra informazione infondata, ma ripresa da molte fonti, riguarda la località in cui il video è stato girato. Non si tratta infatti del Kuwait, ma della confinante Arabia Saudita: in particolare siamo a Medina, nella parte occidentale del Paese.

Infine, è falso anche il cuore della notizia, ossia che l’albero avrebbe preso fuoco per il gran caldo. Come ricostruito da Emirates News, l’incendio si è verificato alle 6:30 del mattino del 2 agosto in Sultana Street, nel corso di un temporale. Anche se non ci sono immagini disponibili a riguardo, alcuni testimoni hanno riferito di un fulmine che avrebbe investito la palma e innescato la combustione.

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(Foto: Khalid Al-Haqqan/Flickr)

I giornali locali raccontano anche che la palma infuocata avrebbe poi dato origine a un incendio più vasto, a causa di un ritardo nell’intervento dei vigili del fuoco. Le intense piogge di quel 2 agosto in tutta la regione, infatti, hanno causato disagi diffusi e rallentato l’arrivo dei pompieri.

Un secondo video, in realtà antecedente al primo e girato a fine luglio, mostra alcuni arbusti e cespugli che bruciano a fianco di una trafficata arteria stradale. Anche in questo caso sul web circola la notizia che si tratti di una combustione spontanea dovuta al caldo.

Le riprese stavolta sono effettivamente avvenute in Kuwait, ma non c’è alcuna prova che mostri come si siano originati i roghi. I giornali locali riferiscono di una serie di piccoli incendi, ma la causa – tutt’ora incerta – potrebbe anche essere l’attività di un piromane o il lancio di mozziconi di sigaretta. Risulta particolarmente sospetta, secondo gli investigatori, la distribuzione di questi roghi: tutti concentrati a poca distanza e a fianco della stessa sede stradale. Per questo l’ipotesi di un fenomeno naturale pare poco plausibile.

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